questo blog parla anche dell´Islanda, ma a volte no.
GRANDI NOTIZIE!
IL 12 NOVEMBRE I TOOL A TORINO!
PERO' CAZZ...SUONANO AL PALAISOZAKI, CON BAGLIONI L'ACUSTICA ERA UNA MERDA, LE MIE ORECCHIE C'ERANO.
INIZIAMO A RACCOGLIERE I CARTONI DELLE UOVA PER MIGLIORARE UN PO LA SITUAZIONE
Dos de la noche.
Appena rientrato dal concerto dei Sigur Ros. O li ami o li odi. Li odiavo e ora non li amo. Ora li apprezzo molto. Un applauso a loro e una standing ovation alla parola gratis, protagonista indiscussa di questo concerto cugino alla lontana dei nostri estivi, ma con qualche differenza.
-Il concerto è iniziato in orario,
-tutte/i bionde/i e occhi azzurri [pare scontato ma vale la pena ricordarlo, ndr],
-l’odore di Autan e THC è sostituito da quello di resina di betulla,
-nessuno vende collanine,
-i bambini giocavano sotto il palco incuranti di ressa e decibel,
-quasi il 10% degli islandesi era lì.
La musica, i video sullo sfondo, decine di migliaia di watt in quadrifonia abbracciavano i trentamila presenti (344 secondo la questura). Molto toccante. Chissà se sono così bravi anche quando giocano fuori casa.
I giorni precedenti li ho passati col culo piantato alla guida del minibus, circa 7000 km in due settimane, scorrazzando i partecipanti dei workcamp.
Giorni di guida intervallati da giorni di sana Reykjavik nightlife.
Guidare in Islanda rende meno faticoso il viaggio, saranno i paesaggi continuamente cangianti, il clima internazionale che c’è sul minibus, le cazzo di pecore sempre pronte a zompare in mezzo alla strada, gli automobilisti islandesi che non capiscono quando li mandi a quel paese ( forse perché ci vivono già) o perché no la “Lögreglan”che ti ferma e ti dice che la prossima volta che ti becca di 50 sopra il limite ti fa la multa ma ‘sta volta può andare ( l’italica faccia da culo, cari miei, è utile come il coltellino di Mc Gyver).
Dove vivo è un porto di mare, è l’ostello di RVK che accoglie i partecipanti pre e post campo. Meno male che ho la mia stanza e nessuno che rompe. A volte è proprio dura la domenica mattina (14:34). La strada verso la caffeina nella cucina comune è spesso irta di domande di ogni tipo, ancor peggio se fatte da italiani che puntualmente iniziano con il “ma dai, 9 mesi in Islanda? E come mai? Ma dai? Patapim o patapam? il mondo è grigio il mondo è blu cuccuruccuccù Bla bla bla bla” . La risposta è sempre un ringhio ed un “no life before coffee” pronunciato con voce classic brutal death metal.
Salutiamo
Happy birthday Dad, Daska and Sir John!
E Dima, anche se in ritardo.
ciao
mi son perso lemissmagliette bagnate e carabinieri che si abbracciano di gioia con gli squatter, pero' qui chiunque incontro, di qualsiasi nazionalita', mi dice "congratulations new world champion!" e tutto cio' e' una figata.
Son tornato a RVK. Pulmino da Siglu all aeroporto e poi l'aereo fino alla capitale, costa 15 euro in meno che farla tutta in pullman.
Non mi aspettavo certo un 767 con champagne e cotillon ma neache un Cessna biposto tipo quello del veterinario dell Amaro Averna. Ecco quindi un simpatico Dornier 228 (vedi foto) per 15 passeggeri+ pilota+ copilota. Decollo, do un occhiata all altimetro dell orologio, 1500....2000....2500...3300....realizzo: la cabina non è pressurizzata e mi rendo conto che passare da 50 metri a 3300 nel giro di pochi minuti da la sensazione di un dopo-sbronza colossale. Vabbè tutto ciò che avevo ingerito prima era un caffè (lavazza oro naturalmente) quindi il rischio di sboccare vista la carenza di ossigeno era remota. Affianco a me una bella figliola svedese, all apparenza una manager, macintosh portatile da 4000euro, vestito elegante e un pupazzetto di peluche strangolato tra le mani. "Che te ne fai del pupazzetto?" le chiedo distratto dal panorama sottostante inghiottito nel frattempo da un fronte di perturbazioni "non serve a nulla ma mi rassicura averlo tra le mani, prendo spesso questi aerei per lavoro eee..." non finisce di parlare che VOOOOOOOMMMM, neanche il tempo di tirare giù un bestemmione che finiamo in un vuoto d'aria che non consiglio alla vescica di nessuno. Un lieve fastidio allo stomaco mi ricorda ke se non avessi indossato la cintura sarei ancora con la testa piantata nel portaoggetti sopra il sedile. Guardo lo stretto corridoio pieno di tutto ciò che poteva cadere, giornali, giacche, sacchetti per vomitare, effetti personali e madonnine di Lourdes. Allora mi ricordo che abbiamo vinto da poco la coppa del mondo e tutto ad un tratto mi sento molto italiano e reagisco di conseguenza "BRUTTA TESTA DI MERDA !!!!" urlo con gesto d'accompagnamento. Faccio un gol a porta aperta, nel senso che la cabina di piltotaggio non ha porta, quindi Guido si gira verso i passeggeri e con la faccia di un bambino beccato con le mani nel merluzzo esclama "eheheh..ehehe [pausa di riflessione vichinga] sorry !".
Dubito che la colpa fosse del pilota, sono abituati a ben peggio quì.
Aspettando di toccare santa terra mi metto a fischiettare ossessivamente "Volare oh oh". Gli altri passeggeri avrebbero preferito un altro vuoto d'aria.
Oggi ho imparato quindi una cosa: mettete la cintura quando andate in macchina perchè ci sono i vuoti d'aria.
Cabrones finita la festa? Ditemi un po’ che è successo. Immagino.
L’acqua della fontana di Orbassano puzza??
Qui una scommessa non è stata rispettata e quindi il freddo mare del nord non ha accolto il tuffo punitivo di due francesi. In compenso ora anche coreani, tedeschi e americani sanno pronunciare correttamente “chi non salta un francese è!” .
Mi è mancato il carosello, per almeno mezz’ora. Poi inchiodando è arrivato Siggi, 18enne vichingo di 95 kg di stazza ormeggiato a Siglufjordur, “get on this fuckin car!” he said to me and to Michele, l’altro italiano. Detto fatto, ora anche Siglufjordur, 40 km dal circolo polare artico può dire di aver avuto un carosello come si comanda. Bandiera inclusa.
L’avevo detto prima della partita con gli USA, quest’anno vinciamo proprio perché sarò via, così da non poter degenerare degnamente come meritato. 24 anni di attesa.
E’ accaduto anche un piccolo miracolo, erano 5 giorni che pioveva e tirava vento e sulle montagne attorno al fjordo la neve cominciava ad accumularsi. Pioveva anche quando sono entrato nel bar per vedere il match e splendeva un sole abbagliante quando ne sono uscito. Neanche più una nuvola. This is Iceland.
Domani un ultima giornata di riposo nel fjordo e poi ritorno alla megalopoli RVK.
Il festival internazionale di musica folk di Siglufjordur si è appena concluso. L’isolamento di questa città crea menti geniali capaci di raccogliere per 5 giorni esponenti di livello mondiale del Bolero, delle Rime Cantate Scandinave , dei violini Tzigani a 200 bpm accarezzati in 11/8, della chitarra classica tedesca , dei canti popolari russi e della Salsa Cubana in Salsa Islandese. Non potevo non infilarmi e così venerdi notte l’orchestra di Salsa Cubana in Salsa Islandese di Tomass Einarsson ha avuto le sue special guest, Antonio dalla Spagna, allo Djembè ed Io, ai Bongos. E’ come se ad un concerto di musica tradizionale islandese, suonato da italiani ed in Italia si presentasse un musicista norvegese, che seppur non islandese capisce sicuramente di musica nordica + di qualunque italiano. E allora anche gli stanchi culi vichinghi hanno preso a muoversi in “ clave ”. Grandi ovazioni.
Tutti ottimi musicisti, nulla da eccepire, ma il “ Sabor ” qui ha bisogno di più peperoncino. Comunque mica cazzi sapere che chi ci ha accolto nella jam caraibica è nientemeno che Tomas Einarsson , un contrabbasso che suona anche col Chet Baker.
Giorni ricchi questi, si.
Si è inaugurato il museo di musica tradizionale islandese, sempre a Siglufjordur, alla cui realizzazione non ho mancato di partecipare tosando siepi e costruendo pavimenti tradizionali in pietra vulcanica.
Insomma nulla di tutto ciò che prevedevo di fare è ancora iniziato, rimanendo comunque dell’ idea che in Islanda fare previsioni di qualsiasi tipo non serve a un emerito katsoo.
Sonno e speranza che il sole regga ancora domani per un bel giro a cavallo con i partecipanti del campo di volontariato che sto parzialmente seguendo in qualità di , diciamo, intermediario tra i locals e l’organizzazione di RVK.
Ore piccole e pioggia gelata, sorrisi ultrabiondi e pavimenti appiccicaticci di birra, casette bencurate e puzza di pesce, connessioni a 200 Mega al secondo e canti vichinghi di festa lenti come un funerale. Telefonate in Italia e in Qatar che ho fatto dopo il fischio finale, giusto per mettere il vivavoce e sentire meglio i clacson in sottofondo.
Coppa del Fiordo del Mondo d’Italia in Islanda.